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Contemporary African Art Collection by Jean Pigozzi

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Africa magica - Di Arianna Montemurro, CulturaLazio.it
africa







“Africa? Una nuova storia”
Complesso del Vittoriano
Via di San Pietro in Carcere, 1 - Roma
Tel. 06/6780664

L’Africa è una terra in grado di sorprendere. Il suo patrimonio artistico-culturale è al passo con le tendenze dell’arte contemporanea ed ha tutte le carte in regola per entrare di diritto a far parte dei circuiti ufficiali mondiali: è questo il messaggio lanciato dalla mostra in corso al Vittoriano di Roma, intitolata “Africa? Una nuova storia”.

Dal 19 novembre scorso e fino al 17 gennaio 2010 il Complesso del Vittoriano – sezione “Grandi mostre”- ospita la rassegna sull’arte contemporanea africana ad ingresso gratuito  “Africa? Una nuova storia”, composta da 80 opere di 30 artisti africani provenienti da 20 Stati diversi. L’esposizione, promossa dal Ministero per Beni e le Attività Culturali in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri (Direzione Generale per i Paesi dell’Africa Sub-Sahariana) è curata da André Magnin.

La mostra è divisa in due sezioni. La prima è intitolata “Collezione Pigozzi di Arte Contemporanea Africana” e presenta, appunto, le opere di artisti provenienti dall’omonima collezione, la più importante al mondo. La seconda sezione ospita, invece, i lavori di alcuni artisti indicati dalle Ambasciate di diversi Stati dell’Africa ed è intitolata “ArtistiAfricani”.

Immagini coloratissime, slogan politici e oggetti originali africani. Questi - e non solo - i contenuti dell’ esposizione, che lancia un messaggio chiaro e diretto: nel “continente nero” si sta scrivendo una “nuova storia”, ignota a molti di noi, taciuta dai media di massa ed opposta allo stereotipo collettivo sull’Africa e la sua supposta condizione socio-culturale arretrata. L’Africa vera, quella delle metropoli e dei circoli artistici, è ben differente da quella che tutti noi immaginiamo fatta di povertà, di miseria e di guerre. C’è spazio nel continente per approfondire le tecniche dell’arte seguendo le tendenze contemporanee, con dei risultati che nulla hanno da invidiare alle tele dei grandi artisti del XX secolo. L’immagine dell’Africa povera e “ a un passo indietro”, potrebbe essere relegata a recondite aree periferiche dei diversi Stati che la compongono, o addirittura, non esistere.

Soltanto per citare alcuni dei moltissimi artisti coinvolti nella mostra, il colorato ed impegnato Joseph Kinkonda, in arte Cheri Cherin, spicca con i suoi quadri per grande bellezza e contenuti scottanti. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Kinshasa, inizia molto presto a riprodurre murales sulle pareti esterne di bar, barbieri e boutiques. Le sue opere sono oggi esempi di impressionismo, non privo però di riferimenti alla realtà socio-economica mondiale: generali, icone sexy, animali vittime del bracconaggio selvaggio, bombe atomiche sono tutti inseriti al posto di splendide muse nei quadri di questo artisti impegnato socialmente. Ad oggi ha esposto in tutto il mondo, è diventato uno dei pittori più noti a Kinshasa ed ha lavorato come insegnante per molti giovani artisti contemporanei. Le sue opere davvero esplosive, toccanti ed attuali sono affiancate dalle tele di molti altri nomi del panorama africano contemporaneo: Amani Bodo, Pierre Bodo e Chéri Samba della Repubblica Democratica del Congo, Frédéric Bruly Bouabré e Demba Camara della Costa d’Avorio, Calixte Dakpogan e Romuald Hazoumé del Benin,Efiaimbelo del Madagascar, Gedewon dell’Etiopia, Richard Onyango del Kenya e molti altri ancora.

I dipinti africani hanno in sé i richiami evidenti alla tradizione magica, giocano con figure ed immagini fantastiche e legate agli ambienti selvaggi e suggestivi del continente. Una caratteristica li accomuna indistintamente: l’utilizzo del colore acceso, coinvolgente, appariscente. Forti tinte di blu per il mare e il cielo, rosso per il fuoco e la terra, verde per le piante. Ed il tutto, arricchito da figure inusuali per l’arte contemporanea internazionale: uomini dalla pelle scura inaspettatamente, e finalmente, protagonisti di dipinti, imponenti, visibili ad un grande pubblico.

Le tematiche trattate sono delle più disparate, ma emerge l’intento comune di lanciare attraverso la propria arte dei messaggi chiari e inconfondibili al pubblico internazionale. Molti i riferimenti alle difficoltà quotidiane, alla fuga dal continente africano, al G8, allo sfruttamento dei bambini e ai bambini-soldato. La mostra è un manifesto, infatti, un grido perché una situazione ancora presente, forse in misura ridotta rispetto al passato, possa finalmente giungere ad una svolta definitiva.

Dai quadri esposti, inoltre, traspare come l’Africa non abbia perso il legame con il sacro, inteso come il “proprio sacro”: religione, rito sciamanico o iniziazione. Per gli artisti africani é fondamentale il rapporto con Dio e con la “madre terra”.

L’ultimo elemento emergente, dirompente, è una grande novità. Contrariamente a quanto da sempre prospettato, il popolo africano, attraverso questi lavori, prende le forme di un popolo al passo coi tempi, desideroso di progredire, ancora di più in un cammino di crescita economica e di integrazione internazionale. I quadri a sfondo sociale, non pochi, evidenziano proprio questa spontanea attenzione agli avvenimenti politici mondiali, una grande apprensione per l’”altro” e ciò che accade nel resto delle nazioni.

Fondamentale è ribadire che la mostra “Africa? Una nuova storia” è interessante per lo sguardo, è piacevole da osservare e da attraversare, per l’atmosfera calda e “allegra” che la contraddistingue anche nei quadri più toccanti. Ha tutte le caratteristiche per affermare l’arte contemporanea africana nei canali ufficiali dell’arte mondiale. Le tele, e le tecniche utilizzate, non hanno nulla da invidiare ai quadri di Andy Warhol.

 Ingresso gratuito: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30, venerdì e sabato 9.30 – 23.30, domenica 9.30 – 20.30.



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